Occhio Rosso

Cadono le cose

Set 16

A Great 20th Century Writer Whom Everyone Forgot

blackballoonpublishing:

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In May of 2011, one of the greatest American writers of the 20th century died and no one cared enough to notice. A handful (if that) of obituaries for Newton Thornburg appeared online, and it took me almost an entire year to stumble upon news of his passing at the age of 81. By the time of his death, Thornburg had been long gone from the literary world, courtesy of a stroke that paralyzed his entire left side, but he hadn’t gone unread and unloved throughout his career. He was immensely popular during the ‘70s, the decade which produced most of his major works. He was a writer who was appreciated and acclaimed, yet nobody now knows who he is.

Thornburg is best defined by his 1976 masterpiece Cutter and Bone. It is a tragic, despairing novel about a mysterious murder that hits you over and over again right up to the last sentence. Thornburg’s prose has always been sharper than an ice pick, and he maintained a grim sense of humour that would make Morrissey look chirpy. Like all great crime fiction writers, he wrote blistering dialogue. The one-liners shattered over your head like a beer bottle.

 KEEP READING…

Scrittori sconosciuti. Storie.


Set 15

Evangelizzatori ed evangelisti, elogi paradossali

"San Paolo è stato il più grande rivoluzionario della storia". Lo afferma in un’intervista Larry Siedentop, che trova l’origine dell’individualismo nel cristianesimo.

Tra gli evangelisti, Luca è stato lo scrittore, scrive come uno storico, sembra Tucidide. Mi guardo la tv francese dove Emmanuel Carrère parla del suo ultimo libro, dedicato alle origini del cristianesimo, perché l’argomento è interessante.


Set 13

Odori, colori, letteratura

Mentre il baccalà cuoce secondo la più classica delle preparazioni molisane, il lampo rosso della ricetta della tarte tatin ai pomodori ciliegino mi attraversa gli occhi, come la reminiscenza di un sogno della notte passata. Intanto cerco di capire quale altro capolavoro in più abbia scritto Mario Puzo rispetto a I folli muoiono.


theparisreview:

Aharon Appelfeld on when he started writing. “I was very alone. No parents, no friends. I asked myself, What do I need? Why am I working in the fields? What will happen to me? Where is my life going? I had nothing. So then one day I made a list. My father, his name, Michael—I wrote that. My mother, Bunia. My grandfather, Meir Joseph. I wrote, I was born in Czernowitz and my mother was killed. This list gave me a ground I understood. I was not alone. I still had my family. They exist in me. I made myself a family on paper. I wrote it down, and they became real.”

theparisreview:

Aharon Appelfeld on when he started writing. “I was very alone. No parents, no friends. I asked myself, What do I need? Why am I working in the fields? What will happen to me? Where is my life going? I had nothing. So then one day I made a list. My father, his name, Michael—I wrote that. My mother, Bunia. My grandfather, Meir Joseph. I wrote, I was born in Czernowitz and my mother was killed. This list gave me a ground I understood. I was not alone. I still had my family. They exist in me. I made myself a family on paper. I wrote it down, and they became real.”


Set 7

La lista delle vacanze, chiodini di memoria

Le candele gialle for free di Sacré Coeur

I giochi della fontana vicino al Pompidou

Un albero fatto di tappi di metallo

La curiosità dell’arte moderna

Bianco su bianco, rosso su bianco

Tutto burro, l’odore del pane, i bistrot à vin

Il piegarsi delle statue di Rodin, la curva dei corpi

La porta dell’Inferno, sotto la pioggia

Le lapidi sotto al ponte, la tomba di Dumas (ma non è lui! non era nero, grosso e capellone?)

Un sentiero di campagna di Monet

Giverny? E’ lontana!

(Quello del Cenacolo è il museo perfetto, con un solo quadro)

Il couscousso trapanese, giallo e sostanzioso

La nebbia di Erice, le genovesi calde e profumate

La corsa verso la meraviglia d’oro negli occhi, la Cappella Palatina

Il sole, lo sfascio, il rosa della Cattedrale di Palermo

La granita di fichi, “una delle migliori esperienze della mia vita”

Il fresco lussemburghese di Campobasso

Un po’ d’oro, di affreschi, di scale, insomma un pezzetto de La grande bellezza (futuro!)


Ago 22

Le piccole vacanze dei libbbbri

Non sono mai stato un lettore forte. Sono un lettore diesel: non avere un libro sul comodino è qualcosa di irregolare, così come lo è non avere le scamorze fresche a casa dei miei.

Arrivano le vacanze e pensi che, se non sei in giro tutto il giorno a visitare i templi giapponesi, leggerai circa un milione di libri in due o tre settimane, o almeno leggerai Guerra e Pace. Pensi, come hai letto su un settimanale qualche anno fa, che la vacanza la farai nei posti dentro ai libri.

Di Guerra e Pace ho letto le prime 100 pagine in ben tre settimane, amen. Da adolescente sfigato ero più volitivo: prima di andare a dormire leggevo una ventina di pagine fittissime di David Copperfield avvolto dal caldo e dalle zanzare. Quell’estate finii il mio primo grande classico e poi scoprii il mio libro-medicina, The Catcher in the rye, che già nelle premesse si poneva come un anti-Copperfield e compagnia bella.

Insomma, prima dell’avvento dell’e-reader appesantivo la valigia con quei cinque o sei libri vari (classicamente: un paio di romanzi, un saggio, una graphic novel, un giallo d’emergenza) che non facevano altro che attraversare l’Italia. Ora mi porto in aggiunta solo un Peanuts da sfogliare durante il decollo e l’atterraggio.

L’ultima stupida tentazione della vacanza riflessiva è quella dei versi, da assaporare nel giardino di Giverny o col sale marino.


Ago 15

14 agosto

occhiorosso:

Dallo spire che la linea-cielo muta

scendo

alla strada stretta definita

dalle serrande (CHIUSO PER FERIE) sbattute

dal vento che schiaffeggia

le parole

del giornale (ma a me solletico pare).

-

Chiazze bianche ciabattano

sul grigio-Milano

(delicato quasi-rosa),

i turisti dagli occhi blu come i bollini

delle loro mappe: (NIGHT LIFE) (FASHION DISTRICT).

Sorry, tutto è chiuso, sorry.

Nei lati nascosti t’inquadri

giallo il dettaglio di cartoni,

pesti resti di una notte da barboni.

-

Via Mozàr

(come l’attrice francese lo suono, perché?)

le ville verdi,

le foglie sole muovono una foto

impressa dal vuoto d’anime.

Sollevato dal camminare

libero

lo sguardo s’appiglia

ai mattoni rossi,

ai cornicioni che improvvisano scacchi bicolore

e capovolge nel rock and roll

delle linee architettoniche.

Fino all’angolo,

ma è semplice curva!

sulla via che svolta

(uno schizzo di Steinberg).

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(Immagine tratta da S.Steinberg - con Aldo Buzzi, Riflessi e Ombre)

Riprendo quel che un anno fa. Milano era fresca e vuota come la Roma de Il sorpasso. Esplorabile coi piedi e cogli occhi. Per descrivere Lussemburgo ci vorrebbe  invece il De André de Le Nuvole, senza risvolti politici. “A lasciarti soltanto…una voglia di pioggia.”


“Uno per uno, i pensieri e le immagini che gli mulinavano nella mente presero a vacillare lungo le loro orbite e alla fine, come tanti hula-hoop psichici che perdessero slancio, sprofondarono in un mucchio sul fondo della sua testa.” S. Teisch, Karoo

Carbonara

La promessa. Le scarpe levate così. Le domande. Paperino. In Poland, in Luxembourg. Lo spritz, l’acqua, il rosé. La pasta bianca e la pasta scura. La prima tazzina rotta. I tuorli e gli albumi. Il beicon. La tovaglia blu. Le quantità. L’incertezza. Così è, niente salse. L’uso della forchetta per gli spaghetti. La prossima polish-luxembourgish. La vodka nel melone. Il Montecristo, Barney. Il single malt con le sue sfumature immaginate. La grappa Williams. I baci sbagliati nel verso e nel numero. La pioggia. Il calore della luce.   


Ago 10

Polizieschi, pessimismo, le stelle

Qualcuno ha scritto che le (alcune) serie televisive sono una specie di nuova letteratura, sono quel racconto d’autore della vita che prima avveniva esclusivamente attraverso le lettere. Sembra che possa valere lo stesso anche per i videogiochi, ma su questo non ho proprio esperienza per pronunciarmi. Questo nesso si è acceso nei miei occhi qualche sera fa, quando alla fine di questa miniserie poliziesca cruda ed esistenziale, True Detective, mi ha preso la voglia di rileggermi il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia. Ma le stelle americane lasciano una scia di speranza.


Ago 2

alivr-posts:

[Bianca, reg. Nanni Moretti, 1984]

Il dolce non finito, le piante che muoiono, la frutta che marcisce. Serendipità.

(via rosescherubim)


Lug 22

philofobia:

Non serve a nulla recriminare e pensar troppo a tutto ciò che avremmo potuto fare. Se mi capita di andare in collera, è con me stesso che me la prendo, e questa è la ragione per cui raccomando ai giovani di dirsi incessantemente e di convincersi che il più delle volte: dipende soltanto da loro. Dipendeva soltanto da me fare viaggi; dipendeva da me non ritornare costantemente negli stessi luoghi, non avvilupparmi per pigrizia, per inerzia, in paesaggi che non avevano più nulla da svelarmi. Ecco un ulteriore consiglio che offro ai giovani, tanto più perentorio in quanto non sempre da me seguito: sappiate preferire ciò che vi costa il maggior sforzo.

Andrè Gide - Così Sia


Lug 19

Le Guepard!

Esordio alla cineteca di Lussemburgo. Danno Il Gattopardo. La prima volta l’avevo visto pochi anni fa alla cineteca di Milano. Quasi per simpatia, la temperatura in sala è torrida rispetto agli standard della zona. Il pubblico è quello sparuto delle cineteche: studenti d’arte, cinefili che bastano a se stessi, coppie di anziani rumorosi, il club della torta di mele allo zafferano, avventori occasionali. 

Il film dura una vita, e io penso a quanto perfetto ed essenziale sia lo stile del romanzo. Penso a Giuseppe Tornatore. Penso che Baarìa era una storia che si dipanava e Nuovo Cinema Paradiso un sogno e un ricordo. Meglio Montalbano o Il Gattopardo? E poi c’era quel film di qualche anno fa, anche quello lunghissimo, su Mazzini. Penso ai paesini del sud, al caldo e alla polvere. A come starei coi favoriti e che vorrei imparare il valzer. Agli “orinali sotto i letti per la notte un film di Ejenstein sulla rivoluzione”. Tutto cambia perché nulla cambi.


Lug 6

Arancia meccanica

Portieri nel selvaggio west


Lug 1

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