Occhio Rosso

Cadono le cose

Mar 26
Allora. Della serie cose da fare prima di andare via…Tipo andare alla Scala per la prima volta dopo 17 anni passati a Milano senza neanche varcare quella soglia, neanche per andare al museo adiacente, per dire. Questo è stato un gradito regalo.
Poi, io non è che abbia seguito molto di questo Trovatore, sia della musica sia del testo. Se c’erano persone che coglievano le sfumature tra una messa in scena e l’altra in due serate successive (nella precedente una soprano di riserva era stata fatta arrivare apposta in giornata da Londra perché la titolare aveva dovuto rinunciare e qualcuno aveva gridato “vergogna!” e invece, nella serata a cui ho assistito io, molti hanno detto “meravigliosa”), io ho cercato di trovare la posizione giusta per vedere un angolo di scena e concentrarmi almeno sulla musica. Diciamo che non puoi stampare il libretto in ufficio mezzora prima e cercare di capirci qualcosa. Però. Eh, il coro semi-razzista de La zingarella l’ho colto. La signora affianco a me mi ha chiesto da dove venissi etc. etc. e alla fine sembra che fosse dispiaciuta del fatto che probabilmente al Teatro Savoia di Campobasso non dessero l’opera (anche se non ne sono sicuro al cento per cento).
Avrò visto l’opera tre o quattro volte in vita mia. La prima è stata una Tosca in una splendida notturna estiva con candele all’Arena di Verona. Poi ricordo il Così fan tutte nella pregevole (più della Scala?) cornice del teatro La Fenice di Venezia.
Quello che mi domando è perché nella scuola italiana si studino tanti autori italiani triti e ritriti e non si spenda un po’ di tempo per insegnare ad ascoltare e a seguire, col piacere della musica, l’opera.

Allora. Della serie cose da fare prima di andare via…Tipo andare alla Scala per la prima volta dopo 17 anni passati a Milano senza neanche varcare quella soglia, neanche per andare al museo adiacente, per dire. Questo è stato un gradito regalo.

Poi, io non è che abbia seguito molto di questo Trovatore, sia della musica sia del testo. Se c’erano persone che coglievano le sfumature tra una messa in scena e l’altra in due serate successive (nella precedente una soprano di riserva era stata fatta arrivare apposta in giornata da Londra perché la titolare aveva dovuto rinunciare e qualcuno aveva gridato “vergogna!” e invece, nella serata a cui ho assistito io, molti hanno detto “meravigliosa”), io ho cercato di trovare la posizione giusta per vedere un angolo di scena e concentrarmi almeno sulla musica. Diciamo che non puoi stampare il libretto in ufficio mezzora prima e cercare di capirci qualcosa. Però. Eh, il coro semi-razzista de La zingarella l’ho colto. La signora affianco a me mi ha chiesto da dove venissi etc. etc. e alla fine sembra che fosse dispiaciuta del fatto che probabilmente al Teatro Savoia di Campobasso non dessero l’opera (anche se non ne sono sicuro al cento per cento).

Avrò visto l’opera tre o quattro volte in vita mia. La prima è stata una Tosca in una splendida notturna estiva con candele all’Arena di Verona. Poi ricordo il Così fan tutte nella pregevole (più della Scala?) cornice del teatro La Fenice di Venezia.

Quello che mi domando è perché nella scuola italiana si studino tanti autori italiani triti e ritriti e non si spenda un po’ di tempo per insegnare ad ascoltare e a seguire, col piacere della musica, l’opera.


Mar 21

Quando un uomo con la tracolla incontra un uomo con lo zaino, quello con la tracolla è un uomo storto


Mar 20

Baci a colazione

Sto leggendo questo romanzetto d’appendice, essì d’appendice perché mi sembra sia nato proprio come un feuilleton su un quotidiano italiano tipo La Stampa (non ho niente contro La Stampa anzi, lo sceglievo come giornale di riserva quando non trovavo in edicola il Corrierone, anche perché il mio vecchio professore d’italiano il giovedì prendeva sempre anche La Stampa per via del TuttoLibri e magari ce ne leggeva un pezzetto e poi la domenica sicuramente prendeva Il Sole24ore per il pregevole inserto Cultura, fiore all’occhiello della direzione Riotta, che mi sa che si è filato solo quello, visto che dell’economia secondo me non gliene poteva fregà de meno e, tra l’altro, magari non per colpa sua eh, da quell’inserto le ultime volte che l’ho sfogliato avevano fatto sparire quella listarella commentata dei film interessanti che avrebbero dato in TV durante la settimana, che era una listarella assai stuzzicante), proprio un romanzetto leggero dicevo ma anche un po’ finto leggero, non so, mi ha fatto pensare a quel capolavoro di ironia sul (ma non solo) mondo editoriale del godibilissimo A che punto è la notte del duo letterario anti-Gheddafi F&L, ma il bello non è questo, il bello è che ieri passeggio per il Grund del Lussemburgo e non mi imbatto mica in una libreria che si chiama Libreria Italiana (www.libreriaitaliana.lu) e che fai non entri? e allora entro e tra i libri un po’ più in vista sugli scaffali non c’è proprio questo trumancapoteano Baci a colazione che è uno dei meno famosi libri del lucano Cappelli (se siete meridionali e non l’avete ancora fatto, vi prego leggete Parenti Lontani), quando io l’avevo riscattato per pochi euri dal banco del Libraccio sui navigli a Milano e mi chiedo non è per caso un segno questo?


Interismi

Se anche il non rimpianto, da noi interisti Misura-ti, Quaresma, El Trivela per gli amanti dello stile circense in campo, gioca a livelli discreti nel Porto (7 goal in 13 partite quest’anno!), allora quell’inguaribile ottimista di Yoda aveva ragione nell’enunciare: “sempre in movimento il futuro è”


Mar 10

Il silver lining

Volevo scrivere che una delle cose che mi piacciono di questo libro che sto leggendo, il libro da cui è stato tratto quel film che ha vinto anche qualche tipo di Oscar l’anno scorso, il film che ho visto allo spettacolo delle 17 dopo una visita medica in un giorno piovosissimo, una delle cose che mi piacciono di questo libro che sto leggendo, dicevo, è per esempio il titolo di un capitolo:

As If He Were Yoda and I Were Luke Skywalker Training on the Dagobah System


Ma che per caso è Pistol Pete?

Ma che per caso è Pistol Pete?

(via simplybasketball)


Feb 22

edizionipulcinoelefante:

Per fare

un rosso bello

Edizione 9026  Settembre 2013  Osnago

Rosso!


Feb 16

Se non è mai stata nuova e non invecchia mai, è una canzone folk

Alla fine arriva lui. Ma in realtà c’è sin dall’inizio, grazie al suo viaggio iniziatico e profondissimo dentro al folk, fino al Greenwich Village. Perché la definizione che ne dà Davis è forse quello che aveva attratto il giovanissimo Robert come una calamita invincibile. Mi è venuta voglia di rileggere Chronicles, di andare in auto, di pizzicare le corde di una chitarra, di essere disperato, di prendermi un gatto, perché “un uomo non è un uomo se non ha un gatto(O.Soriano)”.


Feb 9

Carciofi alla brace

Stasera ho scoperto che usano farli così in Sicilia. Riempi il carciofo di sale, pepe e olio, tanto olio, e li metti sulla brace. Li mangi sfogliando i petali ad uno ad uno, fino ad arrivare al cuore.


Feb 5

Oggi sì, oggi la canticchiavo ma à la Jannacci. Ma l’ho imparata dal cd di cartone.


Feb 1

Morire dieci volte nell’azzurro dei cazzi miei


La mia famiglia

Forse che Holden, alla fine dell’ acchiappatore nella segale, non dice qualcosa del tipo che se racconti di qualcuno finisce che senti la mancanza di tutti quei qualcuno di cui hai raccontato, anche dei cattivoni come Maurice? Forse non dice neanche così e non so neanche se questo c’entri qualcosa in questo contesto qua, ma il parallelo (una “convergenza parallela”?) che ci avevo in testa si andrebbe a chiudere con questa considerazione, che, avendo letto della Famiglia Karnowski, più che sentirne la mancanza, io la sento un po’ come la mia famiglia d’adozione, la mia famiglia d’adozione letteraria intendo. Dentro alla famiglia ci stanno Richler, Roth (Philip), Bellow, Levi (Primo). La mia famiglia d’adozione letteraria è una famiglia ebrea. La mia famiglia d’azione può essere anche una famiglia d’adozione allargata, che si barcamena col conflitto con la religione tradizionale e l’accoglienza dell’America, cioè ci stanno dentro McCourt, Fante e Cappelli.

Poi nel libro c’è una descrizione della società tedesca della prima parte del ‘900 che ha l’efficacia della ricostruzione storica. Ci sono il dolore, in conflitto e l’ironia.


Gen 31

Gen 29

edizionipulcinoelefante:

Sant’Agostino

un pensiero

Edizione N. 3802  Osnago, Luglio 2000

Brevitas


Gen 28
“Non fu più impressionato quando David Karnowski gli parlò dei soprusi e delle persecuzioni che colpivano gli ebrei nel paese, degli auto-da-fé di libri sacri e profani.
‘Niente di nuovo, rabbi Karnowski,’ commentò con la sua voce limpida ‘sempre la stessa vecchia storia. L’abbiamo già visto accadere a Spira e a Praga, a Cracovia e a Parigi, a Roma e a Padova. Da quando gli ebrei sono ebrei, la plebaglia brucia i loro libri sacri, marchia i loro abiti con segni distintivi, ne disperde le comunità, ne perseguita gli eruditi. E nonostante tutto siamo ancora qui. Del resto, non è solo con gli ebrei che la plebaglia si comporta così, ma anche con i saggi delle altre nazioni, che detesta per la loro scienza e il loro ingegno. A Socrate fecero bere una coppa di veleno. Galileo fu condannato. Ma a perdurare non è la plebaglia, sono Socrate e Rabbi Akiva e Galileo, perché non si può annientare lo spirito, come non si può annientare il Divino, rabbi Karnowski…’.”
I.J.Singer, La famglia Karnowski

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